domenica 2 maggio 2010

A questa giornata grigia e piovosa, dedico questo campo giallo nella speranza che il tempo cambi.



venerdì 12 marzo 2010

Marzo 1977


Da non credere! Un prato viola?

Ebbene si, era un prato pieno di violette e a quei tempi in collina se ne trovavano a macchie sparse un po ovunque e non soltanto violette ma anche altri fiori spontanei come le margheritine, le primule, i favagelli e molti altri. Il sole tiepido riscaldava questi prati e macchie di fiori che emanavano un profumo dolce e calmante, specialmente per noi che venivamo dalla città, in questo mese era come essere in un luogo fantastico. Con l'andare del tempo queste fioriture si sono viste sempre meno, forse a causa dei diserbanti oppure dell'inquinamento, ora le macchie di viole sono diventate rare.

mercoledì 17 febbraio 2010




Questa orchidea mi fu data da mia zia Ketty la quale l'aveva ricevuta da sua figlia, che dopo la fioritura, non avendo il pollice verde e non volendo buttarla la diede a sua madre.

Mia zia, che nemmeno lei ha il pollice verde, me la regalò sapendo che io avevo un pò di esperienza e anche un pò di pollice verde più di loro. Io l'ho portata a casa, l'ho piazzata vicino alla finestra dove poteva avere molta luce e l'ho bagnata regolarmente e prima di natale ho visto che alla base iniziava a spuntare il tralcio del fiore che crescendo mostrava di portare cinque fiori, ma quando il tralcio era completo tre boccioli sono caduti e i due rimanenti sembrava non dovessero schiudersi mai. Finalmente la settimana scorsa un bocciolo si è aperto e dopo un anno di cure ho potuto vedere il colore bellissimo di questo fiore. Ora spero che anche l'altro bocciolo si apra. L'ho chiamata Carmen.

venerdì 15 gennaio 2010

A: Emilia - Ermanno - Remo - Ugo - Cesare - Elisabetta - Maria Cristina - Hocine - Maria Teresa - Antonio Bruno - Giovanna - Hadda - Concettina - Gianluigi - Roberto - Silvano - Bianca - Graziano - Sergio
GRAZIE!

lunedì 11 gennaio 2010


Mi piace ricordare
l'erba bagnata sotto le zampe
nelle sere d'estate
e il caldo della coperta
nelle giornate grigie d'inverno.
E i pomeriggi oziosi sul balcone
con il vento che solleva il pelo
o i balzi alla ricerca di giacigli alti e confortevoli.
I giochi, le corse, le fusa.
E mi piace ricordare i vostri suoni
e la gioia nell'accogliervi al vostro ritorno.
Mi piace questo posto, è il mio regno
e qui resterò. Sempre.
Non scordate l'uscio socchiuso,
così che possa attraversare ancora stanze accoglienti.
Silenzioso ed elegante,
come un piccolo re.

Camillo, 23/3/1992 30/12/2009
Camillo faceva parte di una cucciolata di micetti che era stata attaccata da un cane. Lui era uno dei soppravissuti. E' stato accolto nella casa dei miei amici Grazia e Sergio che l'hanno amato e coccolato e lui a coccolato loro per 17 anni. Questa poesia è stata scritta da Sergio.