venerdì 5 marzo 2010
mercoledì 17 febbraio 2010

Questa orchidea mi fu data da mia zia Ketty la quale l'aveva ricevuta da sua figlia, che dopo la fioritura, non avendo il pollice verde e non volendo buttarla la diede a sua madre.
Mia zia, che nemmeno lei ha il pollice verde, me la regalò sapendo che io avevo un pò di esperienza e anche un pò di pollice verde più di loro. Io l'ho portata a casa, l'ho piazzata vicino alla finestra dove poteva avere molta luce e l'ho bagnata regolarmente e prima di natale ho visto che alla base iniziava a spuntare il tralcio del fiore che crescendo mostrava di portare cinque fiori, ma quando il tralcio era completo tre boccioli sono caduti e i due rimanenti sembrava non dovessero schiudersi mai. Finalmente la settimana scorsa un bocciolo si è aperto e dopo un anno di cure ho potuto vedere il colore bellissimo di questo fiore. Ora spero che anche l'altro bocciolo si apra. L'ho chiamata Carmen.
venerdì 15 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010

Mi piace ricordare
l'erba bagnata sotto le zampe
nelle sere d'estate
e il caldo della coperta
nelle giornate grigie d'inverno.
E i pomeriggi oziosi sul balcone
con il vento che solleva il pelo
o i balzi alla ricerca di giacigli alti e confortevoli.
I giochi, le corse, le fusa.
E mi piace ricordare i vostri suoni
e la gioia nell'accogliervi al vostro ritorno.
Mi piace questo posto, è il mio regno
e qui resterò. Sempre.
Non scordate l'uscio socchiuso,
così che possa attraversare ancora stanze accoglienti.
Silenzioso ed elegante,
come un piccolo re.
Camillo, 23/3/1992 30/12/2009
l'erba bagnata sotto le zampe
nelle sere d'estate
e il caldo della coperta
nelle giornate grigie d'inverno.
E i pomeriggi oziosi sul balcone
con il vento che solleva il pelo
o i balzi alla ricerca di giacigli alti e confortevoli.
I giochi, le corse, le fusa.
E mi piace ricordare i vostri suoni
e la gioia nell'accogliervi al vostro ritorno.
Mi piace questo posto, è il mio regno
e qui resterò. Sempre.
Non scordate l'uscio socchiuso,
così che possa attraversare ancora stanze accoglienti.
Silenzioso ed elegante,
come un piccolo re.
Camillo, 23/3/1992 30/12/2009
Camillo faceva parte di una cucciolata di micetti che era stata attaccata da un cane. Lui era uno dei soppravissuti. E' stato accolto nella casa dei miei amici Grazia e Sergio che l'hanno amato e coccolato e lui a coccolato loro per 17 anni. Questa poesia è stata scritta da Sergio.
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Omaggio a Camillo
martedì 5 gennaio 2010

Era mezzanotte del 4 gennaio e i dolori del parto erano già iniziati , la donna disse a suo marito: "corri, vai a chiamare la levatrice e mia mamma, perchè mi sa che fra un pò nasce."
Il marito prese la bicicletta e nella notte invernale volò verso la casa della suocera per dirle che doveva correre a casa dalla figlia perchè il parto sarebbe stato imminente, poi ancora di corsa verso la casa della levatrice e insieme in bicicletta tornarono dalla partoriente.
Fu preparato tutto per il parto, la donna si sdraio sull'ottomana del soggiorno perchè era l'unica stanza calda della casa, poichè c'era la stufa, e il parto iniziò. Nelle prime ore del mattino del 5 gennaio nacque una bambina, fu lavata e fasciata e data in braccio al padre che la guardò un pò deluso perchè lui sperava in un maschio dato che c'era già una femmina nella famiglia, ma dopo qualche secondo sorrise e adagiò la bambina sul tavolo, prese la scatola dello zucchero e dopo aver prelevato con le mani due o tre granellini li mise sulle labbra della bimba.
Buon compleanno Lilli!
giovedì 31 dicembre 2009
sabato 26 dicembre 2009

Era una passeggiata che si faceva spesso verso quel piccolo castello sperso in mezzo alle dolci colline. Si arrivava, dopo aver percorso un pezzetto di strada e aver attraversato un bosco percorrendo un sentiero appena tracciato e pieno di rami e sterpi il quale sbucava su una strada bianca, polverosa, che dopo averla percorsa in salita per un pezzetto si giungev in quel sito dove c'era un piccolo castello abbandonato ma ancora in buone condizioni, almeno visto da fuori. Sul lato nord c'erano due torri quadrate e la facciata tra le due torri era ricoperta di edera. la facciata ad est aveva un grande portone sempre chiuso dal quale si accedeva ad un cortile, questo si vedeva guardando attraverso delle fessure del vecchio portone. Sulla facciata ovest c'era un portone più signorile con tre gradini davanti e delle decorazioni in bassorilievo sopra e intorno e sempre sbirciando attraverso le fessure si intravedeva una bella scala un po diroccata.Davanti a questo portone c'era un prato dove, sulla destra c'era una enorme quercia molto ramificata e noi facevamo apposta quella passeggiata per vedere quell'albero che ci sembrava enorme e ci portavamo tutte le persone che venivano a trovarci quando eravamo in collina.
In primavera era bellissimo fare quella passeggiata, quell'abero era un ricovero per gli uccellini ed era piacevole sedersi sulla pietra che era ai suoi piedi ed ascoltare il cinguettio frenetico che producevano, poi, tornando a casa facevamo una raccolta di viole e margherite.
Ora la quercia non c'è più, è morta, il castello è stato comperato, ristrutturato e aggiunto pezzi all'architettura originale, tutto recintato dalle reti di plastica arancione che usano nei cantieri e poi è ancora abbandonato come prima, nessuno ci abita.
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