Rovo De Rovis è un gattino che abbiamo trovato l'anno scorso in una scarpata profonda tutta ricoperta di rovi. Lui miagolava in cerca di aiuto, e noi abbiamo fatto di tutto per tirarlo fuori dai rovi; ci siamo graffiati le mani, con un bastone abbiamo tentato di spostare i tralci spinosi poi finalmente e passata una ragazzina molto più agile di noi che ci ha aiutato a prenderlo. L'abbiamo portato a casa, nutrito, spulciato, portato dal veterinario, vaccinato e infine l'abbiamo dato a una famiglia che l'ha accolto a braccia aperte ed ora e un bel gattone con il pelo semilungo ed è molto amato. Adesso provo a caricare un piccolo video che gli avevo fatto quando era in casa con noi.
martedì 13 ottobre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
domenica 4 ottobre 2009

Leggo in "101 storie Zen"
"In un sutra, Buddha raccontò una parabola:
Un uomo che camminava in un campo si imbattè in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l'orlo. La tigre lo fiutava dall'alto. Tremando, l'uomo guardò giù, dove, in fondo all'abisso un'altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L'uomo scorse accanto a sè una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l'altra spiccò la fragola. Come era dolce!
venerdì 2 ottobre 2009

Quando vado in collina, metto una ciotola di croccantini sul balcone per attirare i gatti a farmi visita. Sono due in paricolare che hanno un po di confidenza con me, uno detto Trampolino arriva alla mattina quando apro la porta del balcone e entra in casa e va diritto in cucina miagolando a più non posso perchè vuole un po di latte dopodiche torna sul balcone, mangia i croccantini e se ne va. Ritorna durante la giornata ogni tanto e va in cucina a controllare se c'è il latte ma no si ferma in casa.
Questa qui rappresentata è la gatta Luna, lei entra in casa sopratutto quando sente il suono d'apertura del computer, arriva si struscia sulle mie gambe e poi avrebbe la pretesa di mettersi proprio davanti a me sulla tastiera del computer.
A questo proposito voglio citare dei pensieri sui gatti che sto leggendo su un libretto.
Di Theophile Gautier (tratto dalle sue memorie su Beaudelaire)
"Vanno a sedersi sul tavolo, accanto allo scrittore, facendo compagnia ai sui pensieri e gurdandolo con intelligente tenerezza e magica penetrazione.
Sembra quasi che i gatti intuiscano il pensiero che sta passando dal cervello alla penna e quando allungano una zampa è come stessero cercando di afferrarlo."
Sempre di Theophile Gautier
"Amava i libri e quando ne trovava uno aperto sulla scrivania vi si sdriava sopra, voltava le pagine con una zampina e poi si addormentava, dando a tutti l'illusione che stesse leggendo un romanzo alla moda"

Questa è la pigotta Peperita che ho fatto per l'UNICEF quattro anni fa. Avevo ricamato gli occhi la bocca e il nasino, poi con la lana di colore sale e pepe avevo fatto i capelli e li avevo divisi in due codini dopodiche ho fatto il vestito con del popeline blu e ho applicato il pizzo e infine le ho fatto le scarpine all'uncinetto.
E' carina? Mi piacerebbe sapere se ha reso felice qualche bambina.
martedì 15 settembre 2009
domenica 9 agosto 2009
Domeniche di primavera

Che belle quelle domeniche pomeriggio quando la famiglia si riuniva a casa dei miei nonni in via Sardegna. Io passavo molto tenpo in quel giardino durante la settimana, ma la domenica era speciale perchè tutte le mie zie, che erano giovani sposine, alla domenica tornavano a casa dei genitori a passare il pomeriggio, e a parlare di quello che era successo durante la settimana. Io le ascoltavo anche se facevo finta di giocare, sopratutto quando loro abbassavano la voce. Questa foto mi ha ricordato quelle domeniche. Elenco le presenti partendo dalla prima a sinistra: Carla, Tini, Maria, Anna, Ketty, Laura, Lilli, Giovanna. Indossavano dei copleti che si facevano fare dalla sarta, e in primavera li portavano con tanto di scarpe con i tacchi a spillo e io le guardavo con ammirazione perchè mi sembravano le più belle del circondario
Era l'anno 1954, in primavera.
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